quasi vero

QUASI VERO 2025
Studio Cervo – Vico San Domenico Maggiore 2, Napoli
A cura di Francesca Blandino, Erika Nevia Cervo, Fabrizio Cicero
dal 17/12/25 al 30/12/25
Artisti: Alessandra Arnò, Visualcontainer[.Box] (MI); Zaelia Bishop, La Serra Empirica (RM); Marta Perroni, Tras lab (NA); Gianluca Quaglia, idea_Copernico (MI); Caterina Sammartino, Condotto 48 (RM); Daniele Spanò, Ostudio (RM); Ucci ucci, IMPURE (RM)
Alessandra Arnò
Self portrait, the performance of a photogrammetric object 2024
Il lavoro indaga la rappresentazione del sé all’interno dei processi di visualizzazione digitale, attraverso un autoritratto generato mediante fotogrammetria. L’accumulo di dati e le imperfezioni della ricostruzione tridimensionale producono un corpo frammentato. L’opera esplora lo spazio interstiziale tra errore e rappresentazione, trasformando le immagini di mappatura del corpo in un paesaggio da esplorare; tempo e spazio si stratificano, generando un autoritratto non più figurativo ma spaziale.
Computational Object 1 (AI-altered self-portrait) 2024
Una traduzione visiva del dato computazionale, originato da una scansione fotogrammetrica e rielaborato da un’intelligenza artificiale generativa. L’intervento minimo sul prompt determina un processo autonomo di ricodifica dell’immagine. La metamorfosi del dato, da informazione
numerica a immagine riconoscibile, rivela le strategie di apprendimento dell’AI e la sua tendenza a imitare il reale attraverso modelli probabilistici. L’opera diventa così un autoritratto algoritmico, un campo di tensione tra visione realistica e visione artificiale.
ENG
Alessandra Arnò
Self Portrait, the Performance of a Photogrammetric Object 2024
This work investigates the representation of the self in digital visualisation processes through a self-portrait generated using photogrammetry. The accumulation of data and the imperfections of three-dimensional reconstruction produce a fragmented body. The work explores the interstitial space between error and representation, transforming body mapping images into a landscape to be explored; time and space are layered, generating a self-portrait that is no longer figurative but spatial.
Computational Object 1 (AI-altered self-portrait) 2024
A visual translation of computational data, originating from a photogrammetric scan and reworked by generative artificial intelligence. Minimal intervention on the prompt determines an autonomous process of recoding the image. The metamorphosis of the data, from numerical information to a recognisable image, reveals AI’s learning strategies and its tendency to imitate reality through probabilistic models. The work thus becomes an algorithmic self-portrait, a field of tension between realistic vision and artificial vision.